racconti

Amo i tuoi silenzi Terzo Capitolo

Ecco il terzo capitolo della mia storia.

Vi ricordo gli altri canali dove potete leggerlo. Su Wattpad cliccando QUI e su EFP cliccando QUI.

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La telefonata

«La. Scuola. Come. E’. Andata?»

Mia madre usa sempre scandire le parole quando parla con me. Si rifiuta di usare il linguaggio dei segni quando siamo a tavola, perché vuole avere le mani libere e quindi quando mi parla, usa un tono di voce che credo sia altissimo mentre scandisce le parole e mi guarda. Ho cercato di farle capire che non c’è bisogno che parli così lentamente, ma è fiato sprecato.

«Bene» rispondo

«Hai. Finito. Tutti. I. Compiti?»

Annuisco e mio padre mi guarda malissimo quindi rispondo.

«Sì, li ho finiti». E mio padre torna a mangiare annuendo soddisfatto. Non sopporta che usi la testa per rispondere, preferisce ascoltare la mia voce o almeno il linguaggio dei segni e così lo accontento. Mio padre è di poche parole, non credo che abbia mai accettato fino in fondo il mio handicap, anche se non me l’ha mai detto apertamente. Mia madre invece cerca di trattarmi con naturalezza, ma non le riesce bene e si capisce benissimo da come mi parla. In momenti come questo mi manca tanto Rita. Lei riusciva ad alleggerire sempre l’atmosfera, ma infondo non poteva restare in questa casa per sempre con me. E’ giusto che abbia formato una famiglia e che sia serena con loro.

Finito in fretta la mia cena, e poi guardo mia madre.

«Posso andare in camera adesso?»

Mia madre vuole che l’aiuti a lavare i piatti la sera, ma oggi mi sono guadagnata un bonus perché ho finito in fretta i compiti e so che non può negarmelo.

«Va bene tesoro. Buonanotte»

«Buonanotte» rispondo prima di andare in camera mia. Quando mi chiudo la porta alle spalle, respiro lungamente. Certe volte i pranzi e le cene con i miei sono più stressanti della scuola ed è sempre un sollievo rifugiarmi nel mio porto sicuro.

Mi libero delle scarpe e salgo sul letto accendendo il televisore. E’ già impostato con i sottotitoli e cerco se c’è un bel film da vedere.

Mentre leggo i titoli, noto il mio cellulare vibrare. Penso subito a Rita. Solo lei mi messaggia, non ho una vita sociale molto attiva e ci ho rinunciato da molto tempo. Certo, ho la scuola, ma non sono riuscita a farmi delle amicizie vere, forse perché tutti mi considerano quella diversa e non posso dargli torto.

Prendo il telefono in mano e mi acciglio quando noto un numero sconosciuto. Penso subito sia una di quelle sciocche promozioni che vogliono rifilarti a ogni ora del giorno, quindi sono pronta a cancellarlo senza averlo nemmeno letto.

La mia mano è pronta sull’icona del cestino, ma mi fermo a mezz’aria quando leggo il messaggio.

Ciao Bea. Sono Axel, stavi già dormendo?

Axel? Ma come fa ad avere il mio numero? Ci siamo salutati quando lui è sceso alla sua fermata, è stato simpatico e gentile per tutto il tragitto che abbiamo condiviso insieme. E’ vero mi è dispiaciuto separarmi dalla sua allegria contagiosa, ma ho accettato il nostro incontro come una bella parentesi.

Bea: Sei uno stalker o cosa? Come fai ad avere il mio numero?

Axel: Quando ho scaricato l’app sul mio telefono ricordi? Penso di aver anche memorizzato il mio numero. Pensi di denunciarmi?

Bea: Può darsi

Sorrido mentre lo scrivo e sento il mio cuore battere più forte mentre continuo a scrivere.

Bea: Potresti essere un maniaco ed io sono solo una povera ragazza innocente.

Axel: Pensavo avessimo appurato che non sono un serial killer. Adesso posso assicurarti di non essere nemmeno un maniaco.

Bea: Dicono tutti così

Axel: E’ vero, ma io sono sincero

Sorrido scuotendo la testa. E’ facile parlare con lui, così come lo è stato parlare su quel pullman, è riuscito a mettermi di buon umore con poche parole. Se non fossi troppo cresciuta per certe cose, direi che potrebbe essere un supereroe con poteri particolari. Lancio uno sguardo alla sua immagine di profilo, il suo viso sorridente mi fa ricordare quanto sia carino. E’ impossibile non averlo notato stamattina, e mi chiedo come mai un ragazzo così carino come lui, stia perdendo tempo con una come me.

Axel: Che cosa fai?

Bea: Stavo scegliendo un film da vedere

Axel: Chissà perché ti credevo un tipo che dopo cena studia, t’immaginavo china sui libri di testo.

Bea: Spiacente deluderti allora

Axel: Non sono deluso, sono solo sorpreso. Allora quale film scegli?

Sollevo gli occhi verso il televisore per scorrere la lista dei film in programmazione. Ci sono un po’ di film romantici, ma non credo che gli piacciano quindi scelgo un nome di un film che mi è sempre piaciuto.

Bea: Die Hard

Axel: Ti piacciono i film d’azione? Ottimo, potrei anche sposarti

Arrossisco di colpo e sono felice che lui non possa vedermi. So che sta scherzando, ma le sue parole mi creano lo stesso un certo turbamento.

Axel: Bea? Sei ancora lì?

Bea: Si 🙂

Axel: E’ una faccina quella?

Bea: Si 🙂

Axel: 🙂

Sorrido ancora di più nel leggere la sua risposta, non posso evitarlo.

Axel: Possiamo vederlo ognuno a casa proprio e poi lo commentiamo. Ti va?

Bea: Non l’ho mai fatto

Axel: Allora sarà la nostra prima volta

Mi piace quella frase. La nostra prima volta.

Decisamente Axel è diverso da tutte le persone che ho mai conosciuto, ma mi piace come riesce a farmi sentire: normale. Nessuno, a parte Rita, riesce a farlo. Forse ha davvero dei superpoteri.

So già che questa serata non la dimenticherò mai più.

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4 thoughts on “Amo i tuoi silenzi Terzo Capitolo

  1. Che teneri che sono!!!! Susy è una storia bellissima!!
    Mi piacciono molto sia Axel che Bea. Hai creato una storia davvero ben bilanciata fino adesso…i genitori infatti danno l’idea della vita un po’ grigia e cupa che deve affrontare Bea. Meno male che c’è Axel!! Che amore!!!

    Mi piace

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