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Amo i tuoi silenzi Quinta Puntata

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Nuovo capitolo per Amo i silenzi.

Per leggere le altre puntate basta cliccare in alto sotto la header e sarete riportati a tutte le puntate in ordine cronologico.

Per leggere questa storia vi ricordo che potete usare anche gli altri canali Wattpad e EFP e ora vediamo cosa succede in questo capitolo intitolato:

Il salvataggio

Mi libero dalla stretta di Martina e tiro su col naso. Non voglio farle vedere che ho pianto e la fisso arrabbiata.

«Voglio andare a casa, lasciami passare»

«La serata è appena cominciata» – replica Martina – «e ci stiamo divertendo molto, non puoi andare via proprio adesso».

«Io non mi sto per niente divertendo»

«Abbiamo ordinato delle patatine fritte buonissime» mi sorride Martina. Vorrei poterle credere, mi piacerebbe fidarmi di lei, ma non ci riesco. Poco fa rideva di me con gli altri, ho sbagliato a considerarla una mia amica. Scuoto la testa e cerco il mio giubbino in mezzo agli altri, ma qualcuno mi ferma.

«Tutto bene? Vuoi provare la birra con le patatine? E’ buonissima»

E’ il ragazzo che era seduto alla mia sinistra sulla panca, non ricordo il nome, ma rammento bene la sua risata e cosa ha detto a Martina quando io stavo scappando in bagno. Per lui sono solo una ragazza che lo fa ridere ed io non voglio essere il suo pagliaccio.

«Vieni?» indica la panca e gli altri ragazzi che mi fissano in attesa. Se si aspettano che torni a sedermi lì a essere presa in giro, si sbagliano di grosso. Scuoto la testa con decisione.

«Devo andare»

«Andiamo non farti pregare adesso, vieni» mi afferra una mano il ragazzo. Sta sorridendo e sembra divertirsi un mondo ai miei inutili tentativi di liberarmi dalla sua presa. Non è facile come per Martina, lui stringe più forte ed io comincio ad andare nel panico. Nessuno sembra badare che qualcuno mi sta trattenendo contro la mia volontà, vorrei urlare ma la mia voce non ha un suono così forte da poter attirare l’attenzione. Sento nuovamente le lacrime pungermi agli occhi e detesto essere così impotente.

«Perché non ti fai gli affari tuoi?» domanda di colpo arrabbiato il ragazzo e subito dopo un’altra mano mi libera da quella presa ferrea. Mi massaggio il polso dolorante e la stessa mano mi solleva il mento con due dita. Incontro due occhi neri che ricordo benissimo e di colpo mi sento sollevata.

«Axel» mormoro col cuore che mi batte più forte. E’ venuto. E’ venuto qui da me come aveva promesso ed io lascio scivolare via tutta la rabbia che provavo fino a due minuti prima.

«Stai bene?»

«Adesso si» rispondo io ed è la verità. Adesso mi sento bene. Anche se lo conosco, appena, con lui mi sento al sicuro e so che non mi farà mai del male.

«Andiamo via?»

Annuisco prendendo il mio giubbino e Martina mi tocca una spalla per attirare la mia attenzione.

«Bea, stavamo solo scherzando un po’ lo sai vero? Non te la sarai presa voglio sperare. Dai, resta con noi, puoi dire al tuo amico che ci stavamo divertendo».

Mi fa un sorriso nervoso ed io guardo Axel che sta ancora parlando con quel ragazzo. Non riesco a leggere bene le labbra per capire cosa dicono perché Axel mi da le spalle. L’espressione del ragazzo però, non è per niente contenta e mi chiedo cosa abbia detto Axel per far preoccupare Martina e ridurre al silenzio quel tipo.

«Bea» tenta di nuovo Martina, ma io non voglio più ascoltarla e la ignoro. Forse per lei poteva essere uno scherzo, ma per me è stato umiliante e se non lo capisce da sola io, non posso farci niente. Quando Axel si gira e allunga una mano, io l’afferro subito ed esco subito dal locale senza voltarmi indietro.  Stavo cominciando a pensare che non sarei mai più uscita da lì dentro e respirare l’aria fredda di dicembre, mi fa veramente bene. Mi stringo il giubbino e tiro su la zip mentre mi arrotolo meglio la sciarpa bianca al collo.

«Stai bene?» chiede Axel scrutandomi dubbioso ed io mi mordicchio il labbro inferiore. Adesso che mi ha salvata da una brutta situazione, mi sento un po’ sciocca. Forse gli ho rovinato la serata, sicuramente adesso pensa che sia una vera stupida a frequentare certa gente e poi devo avere un aspetto orrendo con il trucco sciolto e i capelli che mi sfuggono dalle mollette che avevo preparato con cura prima di uscire.

«Bea?» ripete Axel sollevandomi gli occhi affinché incontri il suo sguardo.

«Ti hanno fatto del male?»

La sua preoccupazione è evidente ed io scuoto subito la testa.

«Mi dispiace averti rovinato la serata, grazie per … ho sbagliato a venire. Volevo solo uscire come tutti gli altri»

Distolgo lo sguardo perché sento nuove lacrime pungermi gli occhi, se adesso piango davanti a lui, penserà che sono doppiamente stupida e le ricaccio indietro con forza.

«Ehi» – mi tocca una spalla Axel – «non è certo colpa tua. Quelli lì dentro sono degli stronzi, purtroppo il mondo ne è pieno. Sono contento di essere arrivato in tempo, adesso possiamo cominciare la serata. Vieni con me?»
«Non posso … io …»

«Adesso avrai capito che sono un bravo ragazzo vero?» – m’interrompe Axel con un sorriso – «non uccido le ragazze di notte come i serial killer, lo giuro».

Si porta una mano al cuore e mi ricorda la nostra conversazione avuta alla fermata dell’autobus. Contraria a ogni logica, sorrido e lui afferra la mia mano. Risaliamo la salita e quella mano che stringe la mia mi procura un tuffo al cuore.

«Ero alla Caffetteria qui sopra con i miei amici» spiega Axel. Si gira per guardarmi ed essere sicuro che stia seguendo le sue parole.

«Quindi come vedi, eravamo vicini senza saperlo. I miei amici mi avranno dato per disperso perché sono corso senza nemmeno avvisarli. Adesso saranno felici di conoscere il motivo».

Mi fermo e lo faccio bloccare accanto alla macelleria chiusa.

«Axel, io … forse è meglio che vada a casa. Non credo che i tuoi amici …»
«Tranquilla, sono persone simpatiche. Quando ho detto che il mondo è pieno di stronzi, non ho incluso anche i miei amici. Se però si comportassero male con te, romperò volentieri qualche testa».

La sua espressione è così sicura mentre mi mostra il pugno chiuso che io ridacchio divertita. Riprendiamo a camminare ed io spero di non pentirmi della mia decisione.

Axel ha diciotto anni, un solo anno di differenza può essere poco ma alla nostra età è tantissimo. Avrà di sicuro meglio da fare, che occuparsi di una sorda non ancora maggiorenne che ha avuto una serata da schifo. Invece sembra che per lui sia normale tutto questo, non mi fa pesare la mia presenza e mi presenta ai suoi amici con grande naturalezza.

Sono investita nuovamente da nomi sconosciuti che non credo di riuscire a ricordare e mi siedo a una sedia vuota un po’ a disagio.

Siamo all’aperto e la sensazione è meno claustrofobica del locale, la musica che viene dall’interno non mi disturba e anche se l’aria è fredda, sto bene.

«Axel è sempre il solito, corre a prendere una ragazza e nemmeno ci dice niente. Dov’eri nascosta?» chiede un ragazzo. Ha un’aria gentile, ma dopo la brutta esperienza che ho appena vissuto, non so se posso ancora fidarmi del mio giudizio.

«Ero nel locale messicano qui vicino»

Ho risposto d’impulso e adesso mi porto una mano alla gola. La mia voce è orrenda, lo so e cerco di usarla il meno spesso con chi non conosco. Sono pronta a domande o occhiate incuriosite, invece il ragazzo azzarda un’occhiata verso Axel prima di tornare a fissarmi.

«Si mangia un’ottima paella, ma io preferisco il cibo cinese. Mai mangiato il sushi?»

Mi giro verso Axel cercando di capire cosa gli ha comunicato con lo sguardo, ma lui mi sorride incoraggiante ed io dimentico ogni cosa.

Ha un bellissimo sorriso e quasi mi perdo a guardarlo come se notassi un’opera d’arte che sono costretta a studiare a scuola.

Il cameriere interrompe il nostro scambio di sguardi e io mi godo la vera uscita fuori che avevo fantasticato di avere per tutta la giornata.

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4 thoughts on “Amo i tuoi silenzi Quinta Puntata

  1. Non faccio fatica ad immaginare gente che si comporta in quello stesso modo, se non peggio, con persone con dei problemi tipo quello di Bea. Per fortuna credo anche nelle brave persone come Axel, che senza chiedere nulla in cambio stanno vicino a chi ne ha bisogno.
    Sempre più bella questa storia! Adoro le storie d’amore di questo tipo sai? Per questo mi era piaciuto tantissimo “Io prima di te”. Spero che abbia un lieto fine la tua storia :):):)

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  2. Ciao Susy!! Non ho commentato il quarto appuntamento, ma l’ho letto e poi sono passata direttamente a questo!
    Mi è venuto un nervoso a leggere di come sia stata trattata la protagonista!!
    Fortuna che c’è questo bel ragazzo che è corso in suo aiuto!
    Al prossimo capitolo!
    Un abbraccio! 🙂

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