racconti

Amo i tuoi silenzi Settima Puntata

Ciao a tutti. Ecco la nuova puntata della mia storia.

Vi ricordo gli altri modi per poterla leggere oltre questo blog sono

Wattpad cliccando Qui

EFP Fan fiction cliccando Qui

E adesso pronti alla nuova puntata

img-20161116-wa0008

Regali

Axel aveva detto che sarebbe stato qui entro cinque minuti, peccato che i minuti siano passati e lui non si vede. Il tempo non è migliorato, ma sembra essersi stabilizzato e spero che non piova. Ho detto a mia madre che dovevo uscire per comprare delle cose, non mi ha detto niente solo perché ho svolto tutti i compiti a tempo di record. Non vorrei mentirle, ma se sapesse il vero motivo per cui esco, mi farebbe un terzo grado infinito. Questo è anche il motivo per cui ho detto ad Axel di incontrarci vicino Trony, ho pensato che in questo modo mia madre non potrebbe mai vederci. Mi chiedo se abbia capito bene il punto di riferimento oppure stia cercando un altro Trony. E se mi avesse dato buca?

Scaccio subito quel pensiero. Axel non farebbe mai una cosa del genere, lui non è come gli altri. E’ gentile e non mi farebbe uno scherzo così cattivo, però i minuti passano e la mia sicurezza vacilla.

Intorno a me ci sono tante persone che escono con grosse buste, la caccia ai regali è cominciata. Non riesco a sentire tutto quello che dicono, ma è chiaro che c’è tanta allegria nell’aria. Anch’io amo il Natale e posso perfettamente capire cosa provano quelle persone, questo mi ricorda che devo comprare ancora il regalo per Rita ma non ho ancora idea di cosa regalarle.

Mi sento toccare una spalla e mi giro. Axel è di fronte a me, ha l’aria stremata e lo sento affannato quando comincia a parlare.

«Scusami. Sono  in ritardo. Ho corso, ma ho fatto tardi lo stesso»

La mia gioia nel vederlo e non essere costretta a tornare a casa, mi fa dimenticare il tempo perso ad aspettare. Sorrido scuotendo la testa

«Non importa»

«La signora del piano di sotto stava portando le decorazioni di Natale a casa» – mi spiega Axel cercando di regolarizzare il respiro – «e quando l’ho vista in difficoltà, le ho dato una mano, ma non immaginavo che mi facesse perdere un mucchio di tempo».

La sua buona azione non mi sorprende, ma mi porta a pensare che forse anch’io per lui sono una buona azione da compiere per dovere e non per piacere. Non voglio che accada una cosa del genere, sarebbe troppo deprimente.

«Bea?» – mi alza il viso con una mano Axel – «tutto bene?».

Deve aver detto qualcosa, ma non l’ho sentito. Invece di rispondere, chiedo:

«Come mai sei venuto alla mia scuola stamattina?».

Mi guarda come se la domanda lo cogliesse di sorpresa, ma risponde subito.

«Mi ricordavo il nome della scuola che mi avevi detto e volevo controllare che quella ragazza non ti desse fastidio».

Dovrei essere felice del suo interesse, invece penso che si sente responsabile per me perché ieri sera l’ho chiamato. Non voglio essere un peso per lui, qualcuno di cui si preoccupa e invece è quello che sta succedendo.

«Ti ha detto qualcosa di brutto?» – mi chiede Axel fraintendendo il mio silenzio – «devi ignorarla, certe persone sono delle idiote che non capiscono niente».

Annuisco, ma il mio problema non è Martina e sospiro lungamente.

«Il tempo non è dei migliori, forse è meglio se me ne torno a casa».

«Ma no tranquilla, non piove e poi devo portarti in un posto».

«Avrai di certo tante altre cose da fare, i tuoi amici per esempio» – dico ricordandomi la nostra conversazione serale – «hai detto che non riesci mai a vederli come vorresti. E poi non voglio costringerti a passare del tempo con me».

«Cosa? Costringermi? Ma che dici, sono prontissimo per una passeggiata con te. Mi piace respirare l’aria del Natale, a te?».

Ha di nuovo quel sorriso che mi fa battere il cuore più forte. Non è solo un sorriso gentile, è bello ed io mi sento fortunata a esserne la beneficiaria. Contro ogni brutto pensiero che ho avuto finora, mi lascio prendere per mano e cominciamo a camminare. Guardo le nostre mani unite. Ho deciso di uscire senza guanti perché volevo sentire il calore della sua mano quando l’avrei sfiorata, cosa che non ho fatto stamattina. Il risultato è che la mia mano adesso è molto fredda ed è in contrasto con la sua calda, ma Axel non si lamenta. Voglio pensare che è perché gli piace tenermi per mano e non perché non voglia ferirmi. Devo smetterla di avere questi brutti pensieri o non mi godrò questa giornata.

Per Natale le consuete bancarelle di Luca Giordano sono aumentate, adesso ci sono in vendita tantissimi addobbi natalizi e gadget di tutti i tipi. Anche a me piace girare in questo periodo respirando l’aria di Natale e per un attimo dimentico ogni cattivo pensiero e mi lascio immergere in quest’atmosfera così bella.

Axel si ferma a una bancarella dove si vendono orsetti bianchi e renne delle stesso colore.

«Da piccolo conoscevo tutti i nomi delle renne, adesso credo di non ricordarmene nemmeno uno. Invece il mio animale preferito è questo» – mi dice prendendo in mano un piccolo pinguino – «l’ho sempre trovato molto buffo».

«Una scelta particolare»

«Qual è il tuo?»

Frugo tra i vari animali bianchi esposti e poi prendo un piccolo orsetto.

«Questo. E’ troppo carino»

«In effetti, vi somigliate molto, guarda avete anche la stessa altezza e hai visto che denti uguali? Potreste mangiare insieme»

«Scemo» rido divertita dandogli uno schiaffo sulla pancia.

«Ahia!»

Rimetto a posto l’orsetto e prendo una cartolina, dove è raffigurato un pupazzo di neve. E’ bellissimo e dietro l’immagine c’è una chiara distesa di neve.

«Sarebbe così bello se nevicasse a Natale, costruirei tanti pupazzi di neve come questo».
«In effetti, questo pupazzo è davvero bello, ha un qualcosa di particolare» ammette Axel osservandolo dietro di me. La sua vicinanza mi fa per un attimo dimenticare il freddo che ci circonda e mi sento pervadere da un calore che non riesco a evitare.

Con un secondo di ritardo noto che Axel sta parlando con il venditore e prima che abbia il tempo di capire qualcosa, il venditore intasca i soldi e mi da una busta.

La apro perplessa e dentro ci sono l’orsetto, il pinguino e la cartolina del pupazzo di neve. Sollevo gli occhi a guardare Axel che finge di non aver appena comprato tre regali e mi toglie la busta di mano.

«Adesso dividiamo. Questo lo prendo io, così mi ricordo del tuo animale preferito» – dice afferrando l’orsetto – «il pinguino lo tieni tu, così ricordi che è il mio animale preferito mentre il pupazzo di neve …».

«Lo prendo io» decido strappandoglielo di mano. Ho agito d’istinto e adesso sorrido, Axel mi guarda e poi scoppia a ridere. Mi ritrovo a farlo con lui, un attimo dopo. Mi riesce così naturale farlo, che quasi dimentico la mia risata strana.

«E va bene, pupazzo ceduto» – si arrende Axel e mi chiedo se non aveva previsto fin dall’inizio la sua resa – «adesso che ne dici se …».

Si gira nel bel mezzo della frase e non capisco perché, finché non vedo arrivare qualcuno nella nostra direzione. Evidentemente qualcuno l’ha chiamato, mi sembra di riconoscere uno dei ragazzi della serata di ieri ma ne sono sicura solo quando lui mi saluta.

«Ciao Bea, sono Ettore se non ti ricordi di me. Mi era sembrato foste voi quando vi ho visti prima».

Si gira per indicare qualcosa ad Axel e quando torna a guardarmi chiede a entrambi.

«Allora venite?»

Guardo confusa Axel, mi sono persa decisamente qualcosa.

«No, non veniamo» risponde Axel senza nemmeno spiegarmi di cosa parlano.

«Ma oggi…» – inizia Ettore e poi s’interrompe incrociando lo sguardo di Axel e mi guarda cambiando argomento – «sto per raggiungere gli altri a bere una cioccolata calda. Se volete venire, siete i benvenuti».

Una cioccolata calda mi andrebbe proprio, la mia sciocca idea di non mettere i guanti mi fa sentire le mani ghiacciate e questo stupido tempo continua a cambiare. Adesso oltre l’instabilità del cielo, sembra che si siano anche abbassate le temperature.

Axel segue il mio gesto e chiede premuroso.

«Hai freddo?»

«Una cioccolata calda mi andrebbe proprio» ammetto sincera. I suoi amici mi sono simpatici e non mi dispiace passare del tempo con loro, so che anche ad Axel piacerebbe e che si frena solo perché ci sono io.

«Sicura?»

Annuisco e finalmente lui accetta. Ettore appare felice del nostro cambio di programma e comincia a parlare di un gioco che vorrebbe comprare a Natale. Perdo il filo del discorso, quando si dimentica di guardarmi e intorno a noi c’è solo confusione. So che non lo fa apposta e la mano di Axel ancorata alla mia, non mi fa sentire a disagio.

Arriviamo da Leopoldo, dove alcuni degli amici di Axel sono già seduti. Quando ci vedono, alzano una mano in segno di saluto e insieme ordiniamo tutti cioccolate calde.

Flavia, una delle ragazze, mentre sta raccontando della sua avventura in un ascensore che si è bloccato, mi rovescia accidentalmente l’acqua del suo bicchiere sulla mia maglia.

«Scusami tanto!» – esclama mortificata – «aspetta che ti aiuto».

Prende dei fazzolettini di carta e mi guarda davvero dispiaciuta. Io scuoto la testa con un sorriso.

«Non importa. Vado un attimo un bagno e sistemo tutto»

«Vengo con te?»

«Meglio di no, faresti solo danni» – la prende in giro Ettore – «adesso capisci Bea, perché la chiamiamo Flavia, combina guai».
Flavia replica qualcosa che non riesco a sentire perché non è davanti a me e tutti ridono. Axel mi tocca la mano per assicurarsi che è tutto apposto ed io gli sorrido alzandomi.

«Torno subito»

Mi ricordo che questo bar ha un bagno minuscolo che però ha quel fantastico apparecchio per asciugarsi le mani. Lo uso per asciugarmi l’acqua sulla maglia, non è tanta ma con questo freddo è meglio levarla del tutto. Adesso sono pronta a gustarmi la cioccolata calda che deve essere arrivata. Chiudo la porta del bagno dietro di me e noto Ettore con un altro ragazzo di cui non rammento il nome, parlare al banco. Forse stanno sollecitando l’ordine, sono pronta per raggiungerli ma mi blocco quando dalle loro labbra leggo il mio nome.

«Povera Bea non è colpa sua, però è un peccato che Axel non possa venire al cinema con noi».

«Oggi esce il suo film preferito, ma a quanto pare se l’è dimenticato».

Ecco a cosa si riferiva prima Ettore. Ci ha invitati al cinema e Axel ha rifiutato. L’ha fatto per me. Sa che i film senza sottotitoli sono, per me, solo scene mute davanti agli occhi. Se non avessi sentito per caso le parole di Ettore, non me l’avrebbe mai detto.

Mi sento in colpa per questo, non voglio che a causa mia Axel rinunci a certe cose ma se continuo a stargli vicino, succederà sempre più spesso.

E’ una persona così gentile che non si lamenta mai, ma se non gli sto alla larga, finirò col regalargli una vita piena di limitazioni. Non è giusto che lui debba averle quando il problema ce l’ho solo io, non va per niente bene.

Mi asciugo una lacrima che è scesa sulla guancia senza nemmeno che me ne accorgessi e mi sento un vero schifo.

Mi giro verso destra, c’è la seconda uscita del bar e posso usarla per andare via senza essere vista da nessuno. Mi sento un po’ una codarda ad andare via così, ma mi dico che è la cosa giusta da fare.

Tiro su col naso e aspetto di aver fatto qualche passo prima di prendere in mano il telefono. Attraverso la strada, il portone del mio palazzo mi aspetta e ho tutta intenzione di correre a casa e dimenticare questa giornata.

Ho visto mia madre e sono andata via con lei. Non preoccuparti per me, goditi la giornata.

E’ una scusa un po’ fiacca ma ho raccontato ad Axel di quanto mia madre sia apprensiva e so che andrà bene. Clicco invia e intanto le mie mani tremanti cercando le chiavi di casa nella borsa. La mano sfiora la busta con il pupazzo di neve e il pinguino e devo trattenere un’altra lacrima, mentre la rimetto dentro e apro il portone.

Il mio cellulare vibra.

Axel: Mi dispiace se ho causato problemi con tua madre, l’offerta di parlarle è ancora valida. Puoi convincerla a farti uscire di nuovo

Bea: No, mi dispiace. Sono già a casa. Grazie della giornata

Axel: E’ stata troppo breve, avrei dovuto portarti più lontana così nessuno ci avrebbe scocciato. Sarà per la prossima volta

Alla fine del messaggio c’è un emotion sorridente, ma io non rispondo. Faccio cadere il telefono in tasca e sono certa che non ci sarà nessuna prossima volta.

Annunci

2 thoughts on “Amo i tuoi silenzi Settima Puntata

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...