racconti

Amo i tuoi silenzi Ottava Puntata

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Nuova puntata della mia storia.

Curiosi di sapere cosa succede a Bea e Axel? Allora ecco la nuova puntata, e vi ricordo che per leggere le altre basta cliccare sulla barra cerca per trovarle tutte.

Inoltre potete leggerle su

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EFP Fanfiction cliccando Qui

E ora ecco Il capitolo 8

Addio

Axel: Come stai? Mi piacerebbe venirti a trovare, potrei portarti qualcosa di caldo o di buono da mangiare.

Il mio cuore è come chiuso in una morsa mentre leggo quel messaggio. Oggi ho detto a mia madre che non mi sentivo bene e che preferivo saltare la scuola. Siccome non ho mangiato niente ieri sera e la mia faccia è davvero malata, mi ha accontentata.

Sono stata una vigliacca a non andare a scuola, ma avevo paura di incontrare di nuovo Axel e adesso quando mi ha chiesto se potevamo vederci più tardi, gli ho detto che stavo male.

Vederlo mi piacerebbe tantissimo, ma ho preso la mia decisione ieri e devo tenerlo lontano da me per il suo bene.

Bea: Meglio di no, preferisco stare sola.

Axel: Spero che adesso non penserai che porto sfortuna, esci una volta con me e ti ammali. Posso prometterti che la prossima volta ti porterò solo in luoghi chiusi.

Chiudo gli occhi mentre una lacrima solitaria mi riga la guancia. Lui è così gentile e mi sento male ogni secondo che passa. Questa tortura non può continuare, deve finire e con mani tremanti mi faccio forza e digito il messaggio successivo.

Bea: Non ci sarà una prossima volta Axel. Sei stato tanto gentile con me, ma credo sia arrivato il momento che le nostre strade si dividano. Ti auguro tanta felicità.

Axel: Non capisco, cos’è successo? Ieri mi sembrava tutto perfetto. E’ per colpa dei miei amici? Ti hanno detto qualcosa o sono stato io? Bea, ti prego dimmi la verità. Posso venire a casa tua così ne parliamo?

Vado nel panico quando leggo la sua ultima domanda e scrivo in fretta.

Bea: No, non voglio più vederti Axel. Per favore, rispetta la mia decisione. Voglio essere lasciata in pace e non per causa tua o dei tuoi amici, è una mia scelta e non puoi fare niente per cambiarla.

Sono stata dura, non si merita un trattamento del genere quando ha mostrato solo gentilezza nei miei confronti. Mi sento un verme a farlo, ma so, anche se questo è l’unico modo per tenerlo lontano da me. Tra qualche giorno dimenticherà persino il mio nome e magari incontrerà qualcuna che lo renderà veramente felice.

Se penso Axel insieme a un’altra, mi sento pervadere da un attacco di gelosia, ma è giusto che lui trovi un’altra con meno problemi di me. Quando capisco che Axel non risponderà più, lascio cadere il telefono sul letto e poggio la testa sul cuscino mentre lacrime silenziose mi rigano il viso e bagnano il cuscino.

Ho preso la decisione giusta lo so, ma non pensavo mi facesse sentire così da schifo e spero solo che passi in fretta.

Apro gli occhi solo più tardi, mi sento gli occhi pesanti e sicuramente mi sono addormentata mentre piangevo.

Mia madre mi sta toccando la spalla e adesso controlla la mia fronte per vedere se è calda.

«Ti. Ho. Portato. Qualcosa. Da. Mangiare» dice mia madre scandendo ancora meglio le parole per timore che la mia pseudo malattia mi faccia sentire ancora peggio del solito. Posa un vassoio sul mio comodino, mi sembra di vedere dei biscotti e una tazza fumante di qualcosa. Scuoto subito la testa.

«Non ho fame, mamma»

«Devi. Mangiare. Qualcosa. Non. Sembra. Che. Hai. La. Febbre. Come. Ti. Senti?»

Male avrei voluto risponderle, malissimo ma mia madre non capirebbe e alzo le spalle.

Mia madre mi accarezza una guancia.

«Solo. Un. Po’. Di. Latte. Va. Bene? Ci. Ho. Messo. Tanto. Zucchero. Come. Piace. A. Te»

Mia madre sa essere davvero fastidiosa con la sua mania di scandire parola per parola ed è eccessivamente ansiosa quando si tratta di me, eppure so che tiene a me. Il suo modo per dimostrarlo non è comune, ma so che mi vuole bene e vederla così preoccupata, mi fa sentire in colpa.

Emetto un lungo sospiro e mi metto a sedere stropicciando gli occhi. Spero che non ci sia più traccia di lacrime anche perché il cuscino mi sembra asciutto.

«Berrò un po’ di latte» le dico e lei sorride allegra. Mi passa il vassoio e comincia a raccontarmi della sua stressante giornata di lavoro. Lavora in una società di scarpe e per lei ogni giornata è stressante, ma in realtà ama tantissimo il suo lavoro e non ne potrebbe mai fare a meno.

Assaggio solo un pezzo di biscotto per farla contenta e noto che il cellulare sta vibrando tra le lenzuola. Mentre mia mamma continua a parlare, perdo il filo del discorso quando leggo il mittente del messaggio.

Axel: Non so perché vuoi tenermi alla larga da me, i miei amici mi hanno assicurato che non è successo niente con loro e allora ho paura di essere io il problema. Mi piaci tanto Bea e mi dispiace aver rovinato tutto, non capisco perché e la cosa mi sta facendo impazzire. Rispetterò la tua scelta come mi hai chiesto, ma sappi che se cambi idea io sono qui.

Leggo il messaggio due volte e poi ancora una terza mentre la morsa intorno al mio cuore si fa sempre più stretta. Riposo il telefono tra le lenzuola senza rispondere, sarebbe solo inutile e finirei col dargli una falsa speranza. Mi dimenticherà presto, ne sono sicura e presto si pentirà di aver perso tutto questo tempo dietro a una persona come me.

«Sei. D’accordo. Tesoro?» mi sta chiedendo in quel momento mia madre ed io mi rendo conto di non aver più ascoltato niente. Se glielo facessi notare, penserebbe che il mio udito sia peggiorato ancora e prima che le venga, una nuova crisi d’ansia annuisco cauta. La vedo sorridere e capisco che era la risposta giusta.

«Perfetto. Allora. La. Chiamo. Subito.»

Sposto il resto dei biscotti che non voglio e cerco di capire a cosa ho detto sì.

«Forse dovrei chiamare Serena per avere i compiti per domani».

«Ottima. Idea.» – approva mia madre con un sorriso – «La. Chiamo. Subito. Così. Dopo. Chiamo. Rita. Per. Invitarla. A. Pranzo. Domani»
Sospiro sollevata, vuole invitare mia sorella a pranzo quindi ho accettato una cosa semplice. Mia madre mi lascia il vassoio e corre a cercare il suo telefono.

Non ho più fame e poso il vassoio alzandomi. Stare a letto a commiserarmi è inutile, anche se non ho alcuna voglia, mi metterò a studiare per tenere la mente occupata. Non salterò di nuovo la scuola, ormai lui non verrà e mia madre non crederà chissà quale malattia mi sia presa. Il mio sguardo si posa sul pinguino che mi ha comprato ieri, prima che mi assalga un nuovo attacco di pianto lo prendo in mano.

«Addio Axel» mormoro chiudendolo nel cassetto. Vado in bagno per darmi una rinfrescata e cercherò di riprendere in mano la mia vita prima che incontrassi Axel. Posso farcela.

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