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Amo i tuoi silenzi Decima Puntata

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Ciao a tutti amici lettori.

Pubblico un pò tardi, oggi perchè ci tenevo a mettere on line l’ultima puntata della mia storia.

E’ stata una storia breve, ma mi sono appassionata molto a scriverla e spero che sia piaciuta a chi ha avuto un pò di tempo per leggerla.

Spero che questa storia breve vi sia piaciuta. E’ una storia particolare perché Bea, la protagonista parte con un handicap e Axel il protagonista maschile impersona un po’ la persona che dovrebbe avere al suo fianco una ragazza come Bea.

Ho cercato di dimostrare la realtà che esiste al mondo, ma nello stesso tempo dare una speranza e dimostrare che ci sono anche persone buone e intelligenti che non si fanno mettere pressioni o contagiare da quello che pensano gli altri.

Ho adorato entrambi i personaggi man mano che scrivevo la storia e spero che sia stato lo stesso anche per voi che l’avete letta.

Questo capitolo è un po’ più lungo rispetto ai precedenti ma ho preferito non lasciare nulla in sospeso e regalare a entrambi un bel lieto fine.

Prima di lasciarmi all’ultimo capitolo, vi ricordo che potete trovare la mia storia su EFP Fan fiction e su Wattpad e se volete recuperare le altre puntate basta cliccare su Amo i tuoi silenzi sotto l’header del blog.

Grazie  a chi deciderà di leggere la mia storia, mi farebbe molto piacere ricevere un commento a chi proseguirà la lettura.

Ecco gli altri posti in cui potete leggere la mia storia

Wattpad cliccando Qui

EFP Fan Fiction cliccando Qui

E ora andiamo con l’ultimo capitolo

Capitolo 10

Amo i tuoi silenzi

Quando Rita si mette in testa una cosa, è difficile farle cambiare idea. E alla fine, sono stata costretta ad assecondarla.

Ho indossato la mia maglietta preferita. E’ di un colorato verde acqua e ho messo anche una gonna di jeans che Rita ha insistito perché indossassi. Mi ha stirato i capelli e adesso sono lunghi dietro le spalle. Ha anche provato a truccarmi ma mi sono rifiutata, non voglio apparire come quella che non sono. E adesso siamo in macchina dirette all’appuntamento. Rita ha guidato fin troppo in fretta e siamo già arrivate.

Ho le palpitazioni, la gola secca e mi sento sudare le mani. Che cosa sto facendo? Perché ho dato retta a mia sorella?

«C’è qualcuno in piedi vicino alla fermata» – mi fa notare Rita allungando il collo – «è il tuo Axel?».

Seguo il suo sguardo e il mio cuore fa una capriola. E’ lui. Ed è bello come non mai. Il mio Axel. Non so se posso considerarlo tale e l’ansia mi assale.

«La tua faccia mi ha risposto» – sorride Rita sistemandomi i capelli un’ultima volta – «e adesso vai sorellina. Ti aspetto qui»

«E se dice che ho ragione?» – chiedo di colpo nel panico – «e se dice che non vuole più stare con me?».

«Vorrà dire che ci hai provato. Io sarò qui lo stesso» mi sorride incoraggiante Rita ed io annuisco. Poi l’abbraccio stretta.

«Ti voglio bene» le dico nel linguaggio nei segni e lei mi risponde allo stesso modo.

Più serena, mi dirigo alla fermata dell’autobus. A quell’ora non c’è quasi nessuno, ma anche se ci fosse tanta gente non farebbe differenza. La mia attenzione è fissa solo una persona e più mi avvicino, più il mio cuore batte all’impazzita. Non ha mai battuto così forte e temo mi possa venire un colpo al cuore. Forse i miei genitori mi hanno contagiato con le loro ansie, o forse la devo smettere di essere così nervosa.

Sono a pochi passi da lui, quando Axel si volta. Il suo viso si distende in un ampio sorriso.

«Bea! Sei venuta!» esclama ed io sento il mio cuore fare un’ennesima capriola.

E’ contento. E’ davvero contento che io sia venuta. Forse Rita ha ragione, ed io mi sono fatta delle paranoie assurde.

«Avevo paura che non venissi» – dice Axel prendendo la mia mano tra le proprie – «mi dispiace averti dato quell’ultimatum. So di averti detto che volevo lasciarti il tuo spazio, ma non riesco a credere che tu non voglia più vedermi».

«Io ho cercato solo di fare la cosa giusta».
«Lasciarmi sarebbe la cosa giusta?» – inarcò un sopracciglio Axel – «perché a me sembra che tu sia scappata a gambe levate da me. Non hai più risposto ai miei messaggi e non sapevo cosa pensare. Sei stata la mia ragazza per un periodo troppo breve e non sopportavo l’idea di averti persa».

«Ragazza?» – ripeto mentre il mio cuore manca un battito – «hai detto ragazza? Noi … tu … noi …» farfuglio incapace di proseguire e Axel mi sorride in quel modo speciale che fa frenare di colpo ogni battito cardiaco. Se anche sentissi ogni cosa, adesso non ascolterei nulla perché riesco solo a vedere il sorriso di Axel e a percepire la sua mano che sfiora i miei capelli.

«Hai perfettamente ragione, non ti ho chiesto se volevi essere la mia ragazza, ma l’ho dato per scontato. Sì, eri la mia ragazza e vorrei che lo fossi ancora, se sei d’accordo. Vuoi essere la mia ragazza Bea?»

Apro la bocca per dire qualcosa, qualsiasi cosa ma non riesco a dire niente. Il mio cuore, prima senza alcun battito, adesso sta galoppando come un cavallo impazzito.

«Possiamo superare ogni cosa insieme se mi dici qual è il problema» mi assicura Axel.

«Non credo che sia giusto per te stare insieme» mormoro mentre guardo le nostre mani intrecciate e non ho la forza di spostarmi.

«E perché non dovrebbe essere giusto?» chiede Axel perplesso ed io emetto un debole sospiro.

«Non puoi andare al cinema, non puoi andare a un concerto, non puoi ascoltare la musica».

«Bea, ma cosa stai dicendo?» mi guarda confuso Axel.

«Queste sono alcune delle cose che non puoi fare, quando sei con me. Io sono rassegnata al mio stile di vita, sono così e non posso cambiarlo. Ma tu… perché dovresti rinunciare a tutto per me? Non è giusto ed io non voglio essere la causa della tua infelicità».

Sento le lacrime pungermi gli occhi, ma le scaccio con violenza perché non voglio che mi veda piangere. Non desidero apparire ancora più debole ai suoi occhi.

«Bea» – sospira Axel – «stai dicendo un mucchio di sciocchezze. Si può sapere chi ti ha messo in testa simili assurdità?».

«Quel giorno tu non sei andato al cinema a causa mia ed io …».

«Non sono andato al cinema perché volevo stare con te» – m’interrompe Axel – «non ho rifiutato per causa tua. Se avessi saputo che volevi andarci, l’avremmo fatto insieme. Ti avrei sussurrato all’orecchio ogni parola e avremmo visto il film insieme o avremmo trovato un altro modo. Non mi sento limitato quando sono con te e vorrei che non pensassi mai più una cosa del genere».

«Sì, ma io …»

«Io sono felice» – m’interrompe Axel e quando lo dice, scandisce bene la parole per essere certo che io capisca bene – «quando sono con te, sono felice. La tua sordità non è un problema, non lo è mai stato. Mi piaci così come sei»

«Io …»

«Bea, non mi farai cambiare idea» – mi ammonisce con dolcezza Axel – «non m’importa, amo i tuoi silenzi. Io sono innamorato di te e solo quello è importante».

Il mio cuore adesso batte così forte che ho paura che lui lo senta. Ha detto che è innamorato di me? Ho sentito bene?

Resto per un momento in silenzio senza sapere bene cosa dire e poi Axel fa un gesto bellissimo.

Ripete le parole “Ti amo” nel linguaggio dei segni e stavolta temo di non riuscire a fermare le lacrime di gioia che mi scendono sul viso.

Mi ha chiesto di insegnargli qualcosa col linguaggio di segni ed io mi sono divertita a spiegargli le cose basi, a quanto pare deve avere lavorato per conto suo perché quella parola non gliel’ho insegnata io.

Rispondo con il linguaggio dei segni mentre le lacrime continuano a scorrere.

«Ti amo anch’io» e poi mi getto tra le sue braccia e lo bacio. Axel mi stringe a se e ricambia quel bacio come se non aspettasse altro. Il nostro primo bacio è nel luogo del nostro primo incontro e sono certa che questo diventerà il mio posto preferito perché Axel bacia benissimo ed io sono stata davvero una stupida a tenerlo lontano.

«Dobbiamo spostarci»

«Come?» chiedo confusa

«Dietro di noi, stanno protestando per questo spettacolo offriamo. Forse è il caso che ci spostiamo» mi spiega Axel ed io arrossisco. Non mi sono accorta di avere degli spettatori e ovviamente non ho sentito niente.

Axel invece non sembra minimamente a disagio. Intreccia la mano nella mia e saluta con un gran sorriso quelle persone quando ci passiamo davanti.

Sto per dire qualcosa, ma mi accorgo che dalla sua tasca pende qualcosa.

«Axel» dico fermandomi e lui segue il mio sguardo. Con un sorriso, tira fuori un foglio dalla tasca.

Quando lo apre il mio sorriso, si unisce al suo. E’ la sua copia della foto del pupazzo di neve. La stessa che io ho consumato a furia di carezzarla.

«Sono tornato indietro a prenderne un’altra quando non sei più tornata. Ho pensato che era giusto avessimo lo stesso numero di souvenir» – mi spiega con un sorriso Axel – «adesso, però non ti lascerò più scappare, quindi dimmi, pure il posto e andremo ovunque tu voglia».

Sorrido col cuore colmo di gioia grazie a questo ragazzo fantastico e indico la macchina ancora ferma, dove l’ho lasciato. E’ grazie a mia sorella se adesso sono qui e trovo giusto accontentarla nella sua richiesta.

«Prima ti va di conoscere una persona?»

«Chi è?» domanda curioso Axel

«Mia sorella. Devo dire che è merito suo se adesso sono qui, voleva tanto conoscerti e ci tengo anch’io».

«Allora andiamo» mi sorride Axel dandomi un ultimo bacio prima che mia sorella esca dalla macchina.

Di certo stava spiando ogni mossa, perché quando arriviamo da lei, mi avvolge in un abbraccio felice.

«Sono così felice di vederti sorridere. Tu devi essere Axel, ho tanto sentito parlare di te. Io sono Rita»

«Piacere di conoscerti Rita» stringe la sua mano Axel. Con l’altra non lascia la mia ed io sento il mio cuore scoppiare d’amore per lui. Mia sorella ci sorride con aria allegra.

«Adesso vado un po’ di fretta perché devo tornare dai miei bambini, ma ci terrei molto se verrete a pranzo a casa mia una di queste domeniche».

«Mi farebbe molto piacere» – risponde Axel guardandomi – «Bea mi dice che cucini la migliore carbonara e sono molto curioso di assaggiarla».

Non posso credere che ricordi la nostra prima conversazione, quella dopo il film quando abbiamo parlato di cibi preferiti ed io gli ho detto della carbonara di Rita.

«Ottimo allora il menù è prenotato» – risponde allegra Rita e poi mi avvolge in un breve abbraccio – «ciao sorellina, sono felice per te».

«Grazie»

«Ci pensi tu ad accompagnarla a casa vero?».

«La lasci in buone mani» le assicura Axel e mia sorella si rimette in auto con un’espressione compiaciuta.

«Mi piace» dice Axel quando la vediamo andar via. Mi giro a guardarlo e Axel scoppia a ridere.

«Mi stai guardando come se volessi farmi molto male. Sei gelosa per caso?»

«No, certo che no» nego subito e dal sorriso di Axel, capisco che non mi crede per niente.

«Tranquilla» – mi attira a se per un abbraccio Axel – «ho tra le braccia l’unica ragazza speciale che adoro, non potrei chiedere di meglio».
Sorrido come non facevo da un po’. Mi sembra di aver vissuto in una bolla d’infelicità da quando l’ho tenuto lontano e adesso quella bolla è esplosa e mi sento di nuovo felice grazie a lui.

La mia sordità è parte di me, l’ho accettato da qualche tempo e adesso nella mia bolla di silenzio ci saranno anche tanti sorrisi, grazie alla persona stupenda che ho davanti.

Uso il linguaggio dei segni e insegno ad Axel una nuova frase.

«Grazie»

«Grazie» – ripete Axel imitando il mio gesto e poi parlando a voce – «sono felice di averti urtata quel giorno».

«Anch’io» rispondo e lo penso davvero. E’ stato solo un’incontro occasionale che poi ha cambiato tutta la mia vita e adesso non vorrei cambiarlo per niente al mondo.

Sono felice e questa felicità durerà ancora per molto, molto tempo. Ne sono sicura.

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4 thoughts on “Amo i tuoi silenzi Decima Puntata

  1. Cara Susy, questa storia è stata davvero molto dolce e ben riuscita. Hai descritto davvero bene i comportamenti e i dialoghi dei due protagonisti secondo la loro età e ho trovato molto realistico anche il pensiero di Bea! Ti faccio i miei complimenti!
    Mi è piaciuto tanto leggere questa storia in questo modo, con tranquillità e secondo i miei tempi! Voglio il bissssssssssssss!!!! 🙂

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  2. Ciao Nik!
    Grazie! Non sai come sono felice di leggere le tue parole, ti ringrazio moltissimo!
    Per me è stato bello creare una storia del genere e sono molto contenta che il risultato ti sia piaciuto 🙂
    Questo esperimento con il blog unito agli altri siti mi sa che ha funzionato bene, quindi chissà che non mi venga in mente qualche nuova idea

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  3. Ciao Susy!!!
    Bellissimo finale: dolce e tenero come tutta la storia di Bea e Axel!
    Mi sono affezionata a questa ragazza così delicata, sensibile e incredibilmente gentile.
    E Axel è davvero un principe azzurro!
    Una storia che coinvolge e che affronta un tema importantissimo!
    Brava Susy!
    Aspetto una nuova storia! 😉
    Un abbraccio!!!

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    1. Grazie mille Jasmine!
      Sono molto felice che la mia storia ti sia piaciuta perchè per me è stato molto bello scriverla.
      Spero di riuscire quanto prima a scriverne un’altra sperando che ti piaccia allo stesso modo.
      Un abbraccio!

      Mi piace

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