racconti

Una stella in cielo Primo Capitolo

senzanome

Ecco il primo capitolo della mia nuova storia. Per leggere il prologo basta andare al precedente post e vi ricordo che la storia potete leggerla anche su Wattpad e EFP Fan Fiction.

E ora cominciamo pure.

Capitolo 1

Gladis

Cerco di tenere la testa bassa mentre esco di corsa dalla sala. Non voglio che tutti vedano le lacrime che hanno cominciato a rigarmi le guance.

Dietro di me si sente ancora la musica, ma io riesco a sentire solo il mio cuore che si sta spezzando. Mi asciugo una lacrima quando mi rendo conto che ho la vista appannata. E’ a quel punto che una gentile signora mi offre un pacchetto di fazzoletti.

«Tutto bene cara?».

Mi tampono gli occhi pensando al trucco che cola e tiro su col naso. «Tesoro vuoi che chiami qualcuno?» mi chiede premurosa la donna ed io scuoto la testa.

«Sto andando a bere una cioccolata calda, ti va di farmi compagnia?».

Ho diciannove anni. So benissimo che non devo accettare nulla dagli sconosciuti, ma quella donna ha uno sguardo gentile e così annuisco.

Mi prende sottobraccio ed entriamo in un bar proprio dietro l’angolo. Occupiamo un tavolo libero e la signora ordina due cioccolate calde con panna montata.

«Io mi chiamo Gladis» dice dopo un attimo. Anche il suo sorriso è gentile ed io mi sforzo di contraccambiarlo.

«Rory»

«Piacere di conoscerti Rory. Ho una nipote che mi ricordi molto. Adesso vive lontana in Australia, ma ho imparato a usare skype per parlare con lei».

Gladis dovrà aver superato i sessanta anni e l’idea che abbia imparato a usare skype per parlare con sua nipote, riesce a strapparmi un piccolo sorriso.

«I miei genitori odiano la tecnologia» – le racconto senza un motivo preciso – «infatti, usano ancora i cellulari che non sono touch».

«Andare avanti con il progresso, mi fa sentire meno vecchia» afferma Gladis strizzandomi l’occhio.

Mi rendo conto solo adesso che i suoi capelli sono acconciati con uno chignon che le da un’aria elegante vagamente familiare.

«La cioccolata cura ogni male» – mi dice Gladis quando arrivano le ordinazioni – «soprattutto con i problemi di cuore».

«Come sa che …»

«Si piange o per problemi di famiglia o di cuore» – m’interrompe Gladis – «quando prima hai nominato i tuoi genitori, non eri triste, quindi deve essere un problema di cuore. Ti va di parlarne? A volte farlo con un’estranea è più facile».

Fisso la mia cioccolata fumante e aspiro l’aroma delizioso. Gladis non mi sta forzando a parlare e forse è proprio questo a spingermi a raccontarle tutto.

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