racconti

Una stella in cielo Secondo capitolo

Ciao a tutti amici lettori vi lascio il secondo capitolo della mia storia: Una stella in cielo.

Per leggere le altre puntate basta sfogliare in fondo al blog, scrivere il nome sulla casella cerca a destra oppure leggere la storia su Wattpad   QUI e su EFP Fan Fiction QUI.

senzanome

Capitolo 2.

Molto piacere.

La mia famiglia vive da generazioni in un piccolo paesino sperduto.

Mi sono sempre sentita intrappolata e ho sempre sognato un giorno di andarmene per vedere le grandi città, per viaggiare, anche se i miei genitori non capivano il mio desiderio di fuggire. La verità è che questo posto, per quanto bello e rassicurante, mi faceva sentire le ali rotte ed io volevo librarle il volo, esplorare. La nonna mi appoggiava in questa idea, era forse l’unica di tutto il paese che capiva la mia voglia di vedere il mondo, molto probabilmente perché lei ha viaggiato molto e fin da piccola mi raccontava i posti che aveva visitato. Adesso la nonna non c’è più ed io mi sento sola sempre più.

E poi un giorno ecco che un gruppo di sconosciuti arriva per puro caso a Dillville. Mi piacerebbe poter dire che quel giorno il mio abbigliamento era perfetto, che i miei capelli fossero in perfetto ordine e che tra noi scattò il colpo di fulmine, ma ovviamente non andò così.

Quando un ragazzo bellissimo (ovviamente) scende dall’auto insieme con altri due e si guarda intorno, io sono completamente sudata perché oggi è una giornata caldissima ed io sto lavorando sotto quel sole sognando una doccia fredda da un bel po’ di tempo. Sto aiutando a sistemare il negozio della signora Young accanto al benzinaio, i miei capelli sono sollevati in testa da una pratica molletta che mi crea una crocchia imperfetta. La maglietta gialla è macchiata di qualcosa e i pantaloncini corti sono vecchi e ormai rovinati, che dire delle mie scarpette logore e usate. Sicuramente non è l’abbigliamento adatto per incontrare gente nuova, ma a mia discolpa posso dire che questo è il vestito adatto per lavorare dalla signora Young perché qui mi sporco ogni volta. Quando uno dei ragazzi si avvicina a me, mi farebbe piacere avere quei superpoteri in grado di correre a cambiarmi per fargli una bella impressione, ma naturalmente i miei piedi non si muovono alla velocità della luce ed io resto ferma col cuore che mi batte più forte come ogni volta che sono nervosa.

ed ero lì quando uno dei ragazzi scese dall’auto per chiedere indicazioni.

«Ciao. Puoi aiutarmi?» chiede lui con un accento qui sconosciuto. Non sono brava con gli accenti, non ho idea da dove venga, ma vedo che è alto e ha degli occhi incredibili: di un azzurro chiarissimo come il cielo sgombro da nuvole. I suoi capelli biondi sembravano appena usciti da una pubblicità per shampoo. E che dire del suo abbigliamento? Anche se aveva dei semplici jeans e una maglietta bianca, sembrava un modello per una di quelle riviste che sfogliavo distrattamente al supermercato quando ero in fila alla cassa.

«Non sei di queste parti?» chiese incerto il ragazzo quando il mio silenzio si protrae troppo a lungo.

«Sì» – rispondo subito – «cioè no. Sto sbrigando un lavoretto part time, ma non vivo qui».

Arrossisco subito quando mi rendo conto che sto parlando a vanvera. Sono pronta a una battuta sarcastica da parte di Occhi Bellissimi, ma inaspettatamente lui sorride e naturalmente ha un sorriso bellissimo. Sto esagerando? Può darsi, ma c’è da dire che i ragazzi di questi parti non sono così e forse è per questo che sono un po’ suscettibile sull’argomento.

«Io e i miei amici ci siamo persi» – spiega lui – «non siamo sicuri su dove sia l’autostrada. Il navigatore fa un po’ i capricci»

«Penso che dipenda dal fatto che ci sono stati dei lavori di recente, infondo a questa strada a destra c’è l’insegna dell’autostrada. Non potete sbagliare».

Mi complimento con me stessa perché sono riuscita a dare una risposta precisa e non sono apparsa come una vera imbranata come due secondi fa.

«Grazie» mi sorride di nuovo lui e poi si gira a parlare col suo amico. Un po’ mi dispiace che vada via, la mia monotona vita ritornerà alla normalità e lui si dimenticherà presto di un paese sconosciuto, dove ha incontrato una ragazza un po’ strana. Quando sto per tornare dalla signora Young, ecco che sento di nuovo la sua voce.

«Ehi!».

Noto che dall’auto sono usciti anche i suoi amici adesso e si guardano intorno, ma io li noto appena perché sto guardando solo lui.

«I miei amici sono stanchi di guidare» m’informa Occhi Belli – «partiamo domattina. Sapresti indicarci un posto dove passare la notte?».

«Al secondo incrocio tornando indietro c’è l’unico hotel della città, non potete sbagliarvi c’è una grande insegna verde» rispondo io e non posso fare a meno di sorridere. Non andrà via tanto presto.

«Grazie di nuovo» – risponde Bel Sorriso e subito dopo aggiunse – «io sono Robert».

Il mio cuore ha ripreso a battere più forte. Mentre gli stringo la mano, so che quell’incontro avrebbe cambiato la mia vita.

«Rory»

 

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