racconti

Patatina e Fragolina Secondo capitolo

cover patatina e fragolina

Ciao a tutti amici lettori.

Ecco il secondo capitolo della storia per grandi e piccini: Fragolina e Patatina.

Ecco i link dei siti dove potete leggerla oltre che in questo blog.

Wattpad cliccando QUI

EFP Fan Fiction cliccando Qui

Fan Fiction Zone cliccando Qui

E adesso ecco il nuovo capitolo:

Capitolo 2 

Fragolina

A Fragolandia era una giornata importante perché si sceglievano i partecipanti per il ballo di domani. Ogni fragola era emozionata per questo evento importantissimo, ma Fragolina se ne stava rintanata in un angolo a osservare senza intervenire.

La sua espressione, di solito allegra e piena di gioia, quel giorno era triste e desolata. Non poteva fare niente per cambiare le cose, quella era la sua vita e si era rassegnata.

Piuttosto che assistere silenziosa alla gioia degli altri che non sarebbe mai stata la sua, decise di fingere che tutto andasse bene e cominciò a passeggiare per le ampie distese di verde e trovare un po’ di pace.

Da lontano sentiva le risate di gioia e di felicità delle altre fragole, se si accorgevano di lei, qualcuno avrebbe anche cominciato a prenderla in giro quindi se ne andò lentamente lontano per non sentire nemmeno le loro risate.

Camminò tanto e dimenticò in fretta che una delle regole di Fragolandia era quella di non allontanarsi troppo. Si voltò indietro e costatò con orrore che non riusciva più a vedere la linea di casa. Avrebbe fatto in tempo a raggiungere casa sua prima che facesse buio? Fragolina detestava camminare al buio, la sua andatura per niente veloce non le permetteva di correre e non voleva che i suoi zii si preoccupassero non vedendola arrivare. Doveva fare in fretta e scusarsi per il ritardo, come aveva fatto a essere così sprovveduta? Sperò che gli zii distratti dalla prossima festa, non le mettessero una punizione troppo forte per essere stata così sconsiderata.

Sperò che magari le vietassero di andare alla festa, per lei quella non sarebbe stata una punizione ma un regalo. Era seccante dover andare alla festa e guardare gli altri divertirsi mentre lei non poteva fare nulla, quindi tutto sommato se la punivano in quel modo, a lei andava più che bene.

Stava per tornare indietro, quando sentì un piano sommesso. Era più che sicura che quel suono significasse un pianto, quello che non capiva era chi si trovava nel bel mezzo del nulla a piangere. Era sicura che nessuno l’avrebbe seguita, chi stava piangendo?

Camminando lentamente con i suoi piccoli piedini, seguì quel suono pensando che fosse più importante aiutare qualcuno in difficoltà che correre a casa e stancarsi per essere rimproverata.

Dopo un lento girare, che le parve lunga un’ora, finalmente scovò l’autrice di quel pianto e i suoi occhi grandi quasi si allargarono per lo stupore.

Sapeva che più lontano di Fragolandia esisteva Patalandia, i suoi nonni le raccontavano spesso storie di quel paese popolato da Patate. Alcune volte anche visto un’immagine in cui erano raffigurate, ma non aveva mai visto una patata del genere. Prima di tutto era magra, molto magra e poi si stringeva le lunghe gambe con quelle braccia sottili e lunghe mentre piangeva a bassa voce.

Fragolina si avvicinò senza timore, ma solo incuriosita.

«Stai bene? Hai bisogno di qualcosa?»

La patata strana sobbalzò al suono della sua voce e sollevò gli occhi a guardarla. In quel momento entrambe si studiarono con lo sguardo e Fragolina decise che di quella strana patata non aveva niente da temere.

«Io sono Fragolina» si presentò allungando il suo piccolo braccino.

«Patatina» rispose lei stringendo la sua mano e poi asciugandosi le lacrime dagli occhi.

«Cosa ti è successo? Sei ferita?»

«No, io … io non so, dove andare»
«Ti sei persa? Bhe non preoccuparti, credo che il tuo paese sia …».

«Non mi sono persa» – tirò su col naso Patatina – «mi hanno bandita».

Fragolina si portò la mano paffuta alla bocca.

«Bandita?»

Patatina annuì sfregandosi gli occhi.

«Non so, dove andare ed io che credevo di essere felice di essere viva».

«Raccontami» disse Fragolina sempre più incuriosita da quella strana patata. Si è vero doveva tornare a casa, ma in questo momento si sentiva troppo stanca per camminare. Oggi aveva esagerato con il cammino ed era meglio riposarsi quindi si sedette accanto alla sua nuova amica e la incitò a raccontarle la sua storia.

Patatina le narrò di com’era scappata dalla morte grazie alla sua velocità e a un pizzico di fortuna che le aveva fatto avere un aspetto diverso, ma una vita da vivere.

«Sei stata molto coraggiosa, io non ci sarei mai riuscita» disse certa Fragolina e Patatina sorrise per quel complimento.

«Quando sono tornata a casa, credevo di poter tornare alla vita di sempre ma mi sbagliavo perché il mio aspetto ha messo tutti in agitazione. Di colpo non potevo più giocare con gli altri, non potevo stare accanto a loro, davanti a loro o dietro di loro. A quanto pare tutti avevano paura di me, ti faccio paura?».

Fragolina scosse la testa con sicurezza.

«No, nemmeno un po’»

«Invece a Patalandia tutti mi temono, mi sono sentita così sola e allora sono andate a parlare il segretario del re. Lui non c’era in quel momento e il segretario mi è sempre stato simpatico, però quel giorno era addolorato per me. Mi ha detto che gli dispiaceva molto, ma che dovevo andare via. Non sono più la bene accetta a Patalandia».

«Che cosa brutta ti è successa!» – esclamò Fragolina senza riuscire a credere alle sue orecchie – «e i tuoi genitori?».

«Sono stati catturati mesi fa e non sono più tornati» mormorò con voce triste Patatina. Fragolina annuì di nuovo perché comprendeva bene il suo dolore.

«Anche i miei sono stati catturati l’anno scorso, infatti, da allora io vivo in casa con i miei zii».

«Io vivevo in ogni casa del mio paese, tutti mi volevano bene ma adesso anche le nostre case sono basse per me e hanno paura che rompa qualcosa, non c’è nemmeno un letto adatto a me».

«Mi dispiace molto» ammise intristita Fragolina.

«Scusa se ti ho rattristato. Tu dove stavi andando?»

«In verità stavo tornando a casa, mi ero allontanata per non essere presa in giro dagli altri e mi sono accorta di aver camminato troppo».

«Presa in giro?» – ripeté confusa Patatina – «perché cosa ti è successo?».

«Te lo racconto, però prima facciamo un patto» – decise di colpo Fragolina guardando le sue lunghe gambe – «con quelle corri veloce vero? Se mi aiuti ad arrivare a casa in tempo, stasera ti offro un posto, dove stare e ti racconto la mia storia».
«Davvero?» chiese esterrefatta da tanta gentilezza Patatina

«Solo se sei veloce»

«Sono velocissima» la rassicurò Patatina alzandosi in piedi con uno scatto e poi dandole le spalle, si chinò alla sua altezza.

«Forza salta su, ti porto io e faremo subitissimo te lo prometto».

«D’accordo» accettò volentieri quel passaggio Fragolina. Patatina la issò sulle sue spalle e cominciò a correre come promesso, velocissima!

Fragolina si aggrappò alle spalle magre della sua nuova amica e sorrise. Quella giornata iniziata male, stava finendo proprio bene.

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