racconti

Patatina e Fragolina Capitolo 3

Ciao a tutti amici lettori.

Nuovo capitolo della storia per grandi e per piccini.

cover patatina e fragolina

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e ora ecco il

Capitolo 3

Un nuovo patto.

«Sei comoda così?»

«Comodissima! Questo letto è enorme!» esclamò Patatina non riuscendo ancora a credere alla sua fortuna. Quella mattina si era sentita la patata più sfortunata del mondo e adesso la vita le sorrideva ancora.

Fragolina si era rilevata una vera amica, più di quelle che lei considerava amiche da tanto tempo. L’aveva ascoltata, l’aveva accolta in casa e le aveva offerto solo gentilezza. Non le importava un bel niente che non fosse una patata come lei, già sentiva che sarebbe diventata la sua migliore amica.

Gli zii di Fragolina erano rimasti perplessa nel vederla arrivare con un’ospite particolare, ma era arrivata in tempo e alla fine avevano acconsentito a farla restare a dormire nella stanza di Fragolina. Lei aveva un letto lungo e grosso ed era comodissimo. Fragolina occupava uno spazio piccolo e così Patatina si era presa buona parte dell’altro lato del letto pensando che quella notte avrebbe dormito comodissima.

«I tuoi zii sono stati proprio gentili»

«Loro aiutano sempre chi è nei guai e quindi non avevo dubbi che anche con te avrebbero fatto la stessa cosa. Hanno accolto a me senza pensarci due volte» – raccontò con voce dolce Fragolina – «e gli voglio molto bene».

«Sei fortunata» mormorò Patatina pensando invece che lei non aveva alcun parente su cui fare affidamento.

«Adesso sei qui, quindi sei fortunata anche tu» le fece notare Fragolina e Patatina sorrise. Quella fragola paffuta riusciva sempre a risollevarle il morale, non sapeva come faceva, ma cominciava a volerle bene anche per questo.

«Avevi promesso che mi avresti raccontato la tua storia, io ho mantenuto la mia parte di patto».

«Giusto» si mise a sedere Fragolina. Il materasso sotto il suo peso vacillava e Patatina pensò che prima della sua trasformazione, anche lei sarebbe stata così grassa e magari quel materasso l’avrebbero rotto dormendo in due sullo stesso letto, invece adesso il peso sembrava alquanto bilanciato.

«Avrai notato che i miei zii per quanto grandi non sono grassi come me».

«Sei più piena, ma penso sia normale in una fragola» alzò le spalle Patatina. Aveva visto molti disegni e foto di fragole e pensava che Fragolina fosse nella norma, non vedeva poi questa grande differenza.

«No ti sbagli, sono molto più grossa delle fragole normali» – la corresse Fragolina e c’era un pizzico di tristezza nella sua voce – «è per questo che molti mi snobbano».

Patatina restò un attimo in silenzio perché capiva bene l’amica. Anche lei aveva subito sulla propria pelle l’effetto dell’emarginazione e capiva come si sentiva l’amica.

«Ti prendono in giro?» chiese sottovoce e Fragolina annui.

«Anche a me è successo» – confessò Patatina – «battute stupide sulla mia altezza che mi fanno solo arrabbiare e stare male».
«A me fanno battute per la mia ciccia» disse Fragolina toccandosi la pancia mentre Patatina si stava sfiorando le gambe. Quando entrambe guardarono quello che si stavano sfiorando con le mani scoppiarono a ridere.

«Ho delle gambe lunghe ma sono sempre una patata».

«Sono bella cicciotta ma sono sempre una fragola» ripeté Fragolina e Patatina sorrise.

«Esatto. Gli altri prendono in giro, ma in realtà non capiscono niente».
«Già» – confermò Fragolina – «come sono felice di averti incontrata. Tu sì, che mi capisci»

«Perché eri triste quando stavi camminando prima?» chiese Patatina incuriosita. Adesso che aveva conosciuto meglio Fragolina e il suo temperamento allegro, non capiva come avesse fatto a lasciarsi prendere dallo sconforto.

E così Fragolina le parlò della festa. A Fragolandia c’era una festa domani in cui si doveva partecipare in coppia. Era una festa di primavera, ma chi non riceva invito doveva restare senza ballare per tutta la sera.

«Io non sono mai invitata perché hanno paura che possa fare pasticci con la mia pancia e allora finisco per osservare gli altri che si divertono senza poter fare nulla».
«Che brutta cosa!» – esclamò Patatina scuotendo la testa – «e i tuoi zii che dicono?».

«Loro voglio che li ignori, lo faccio sempre, però delle volte è difficile e stamattina quando sceglievano i compagni, ho preferito andare via».

«Ti capisco» annuì di nuovo Patatina. Essere diversa aveva davvero un mucchio di svantaggi e adesso se ne rendeva conto più che mai. Voleva fare qualcosa per Fragolina, infondo lei l’aveva aiutata tantissimo ed era per quello che le venne in mente una brillante idea.

«Che ne pensi se andiamo insieme alla festa?».

«Insieme?» ripeté Fragolina dubbiosa

«Sì, io e te. Non devono andarci solo i fidanzati o le coppie, ci possono andare anche gli amici no? E noi siamo amiche e siamo una coppia e secondo me ci divertiremo un mondo».
«Riceveremo molti commenti poco piacevoli» le fece notare Fragolina lasciandosi prendere da un pizzico di ansia.

«Lasciamoli parlare» – alzò le spalle Patatina – «io so che tutto quello che diranno è falso e insieme ci faremo forza a vicenda».

«Potrebbe essere davvero bello partecipare per una volta» ammise con aria sognante Fragolina.

«Allora è deciso: andremo alla festa» annunciò a voce alta Patatina e poi in modo impacciato ma pieno di gioia riuscirono a battere il cinque per suggellare questo nuovo patto.

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