racconti

Patatina e Fragolina Quinto e ultimo capitolo

Ciao a tutti amici lettori.

Siamo giunti alla quinta e ultima puntata della storia di Patatina e Fragolina

cover patatina e fragolina

 

Per leggere le altre puntate cliccate

su Wattpad Qui

su Efp Fan fiction Qui

Fan Fiction Zone Qui

E’ stato divertente scrivere questa storia che non ha come protagonisti persone ma oggetti animati, spero che sia piaciuta anche a voi.

Ecco il capitolo conclusivo

Capitolo 5

Decisioni

Il viaggio non durò moltissimo e man mano che si avvicinavano a Patalandia, Patatina sentiva l’ansia crescere dentro di se.

Fragolina cercava di distrarla con argomenti futili e sciocchi, ma l’ansia di Patatina aumentava. E se Re Patato l’avrebbe guardata con disprezzo? E se avevano fatto tutta quella strada inutilmente? Venire non era stata una buona idea dopotutto, perché tornare in un posto dove non la volevano? Si sarebbe fatta del male ancora di più e non lo trovava giusto.

«Fragolina» disse facendola scendere dalle sue spalle. La sua amica proprio non era adatta a fare lunghe camminate, ma in fondo non pesava molto e a lei non era dispiaciuto issarsela in spalla per buona parte del tragitto.

«Siamo arrivati?» chiese Fragolina guardandosi intorno.

«Sì, ma pensavo che forse sia il caso di tornare indietro».

«Cosa? E perché?»

«Perché vedi …»

«Patatina ,sei tu!» la interruppe una voce familiare e Patatina si voltò di scatto riconoscendo Re Patato. Le sembrava invecchiato in quei giorni, più basso e anche più grasso ma forse era solo la sua immaginazione. Per qualche giorno avevo visto sempre e solo fragole e ora vedere una patata era per lei fonte di confusione.

«Patatina!» – ripeté Re Patato e l’attimo dopo la stringeva tra le sue piccole braccia – «che gioia vederti!».

Patatina guardò la sua amica confusa. Questo benvenuto proprio non se l’aspettava!
«Ma fatti guardare, sei diventata più alta o sbaglio?».

«Veramente …»

«E la tua nuova amica chi è?» – la interruppe il Re – «sei tu ad averci riportato la nostra Patatina?».

«Io …»

«Ma scusate» – la interrompe ancora il Re – «vi faccio stare ferme qui, entrate, entrate».

«Un momento» – disse Patatina – «ma io sono stata bandita, non posso entrare».

«Quello è stato solo un grande equivoco»

«In che senso?»

«Il mio segretario è stato rimosso dall’incarico» – spiegò Re Patato con la sua solita espressione ferma – «non avrebbe dovuto permettersi di cacciarti senza chiedere il mio permesso, le regole sono fatte per essere rispettate ed io ho dovuto licenziarlo».

«Ma …»

«Mi dispiace» – assunse un’espressione colpevole il Re – «quando ho saputo quello che era successo, ho movimentato tutto affinché ti trovassero ma non abbiamo mai trovato nessuna traccia di te».

«Era con me» intervenne a quel punto Fragolina e il Re sorrise felice.

«Sono molto contento che la nostra Patatina non sia rimasta sola, sei stata davvero gentile a riportarcelo indietro. Adesso ti assicuro che andrà tutto meglio».

Patatina non riusciva a credere alle sue orecchie. Non era stata veramente bandita. Poteva tornare a casa, poteva tornare alla sua vecchia vita. Avrebbe dovuto essere felice, anzi felicissima, allora perché si sentiva così combattuta?

Mentre seguivano Re Patato che illustrava tutti i posti bellissimi di Patalandia, Patatina osservò Fragolina. Lei ascoltava attenta e si guardava intorno con stupore, ma ogni tanto i suoi occhi si oscuravano e Patatina si sentì in colpa per quello. La sua migliore amica era triste perché presto si sarebbero separate e anche lei lo era.

I suoi concittadini si dichiararono felici per il suo ritorno, ma Patatina scorgeva nei loro sguardi ancora timore. Era sempre diversa, loro avevano le loro regole, la loro routine e lei con la sua diversità rischiava di rovinare tutto. A Fragolandia non c’era questo, lì tutti erano liberi di comportarsi come volevano, c’era poche regole e non così rigide.

Era affezionata a Re Patato come a tutte le patate che l’avevano accolta dopo la scomparsa dei suoi genitori, ma sentiva che quella non era realmente casa sua e se ne accorse solo adesso quando tutto era cambiata. Lei era cambiata e forse se non fosse scampata alla morte, non se ne sarebbe mai accorta, ma non voleva vivere con delle patate che avevano paura di lei. Non voleva limitarsi per paura di sbagliare e far intristire qualcuno o fargli prendere una paura senza pensarci. Voleva essere se stessa e per esserlo, Patalandia non sarebbe più dovuta essere la sua casa.

«Re Patato grazie» disse Patatina con un gran sorriso. Aveva preso la sua decisione ed era felice.

«Di cosa?» chiese confuso il Re

«Per l’affetto che ho sentito da lei ogni volta. Grazie davvero, ma questa è solo una visita di passaggio, non resterò».

«Cosa?» chiesero insieme Fragolina e Re Patato.

«E’ così» – dichiarò convinta Patatina – «sono felice di sapere che posso tornare quando voglio perché non sono stata bandita, ma non tornerò a Patalandia».

«Ma cosa stai dicendo?» mi guardò allibito Re Patato. Per lui so che è inammissibile un certo comportamento così cerco di spiegargli come mi sento, non è facile ma ci provo e dopo che ho parlato ininterrottamente per alcuni minuti, c’è troppo silenzio quando m’interrompo.

«Se ti preoccupi per gli altri, posso stabilire una legge che …».

«Non ho bisogno di una legge» – la interruppe con dolcezza Patatina – «ho deciso».

«Sei sicura?» mi chiede Fragolina ed io annuisco.

«Sei molto cresciuta in questo periodo Patatina» – mi dice infine Re Patato – «i tuoi genitori sarebbero molto fieri di te e lo sono anch’io».

«Quindi non è arrabbiato?»

«Sono solo triste perché non ti vedrò ogni giorno».

«Ma verrò spesso» – protestò subito Patatina – «anzi verremo spesso» si corresse guardando Fragolina che annuì più volte.

«Sì, certo»

«Dimostreremo a Patalandia che la diversità non è sinonimo di paura. Faremo capire a tutti che essere diversi vuol dire solo non essere uguali in certe cose, ma la mia diversità mi ha portato a conoscere un’amica speciale ed io non la cambierei per niente al mondo».

«Nemmeno io» rispose subito Fragolina abbracciandolo stretto. Con le sue piccole braccina aveva davvero una forza incredibile quando stringeva e Patatina quasi rischiò di soffocare, ma accettò quel gesto d’affetto senza protestare.

Avevano dato all’altra tanto. Fragolina aveva acquistato più fiducia in se stessa da quando aveva conosciuto la sua amica e Patatina aveva scoperto che la vita offriva sempre nuove sorprese.

I primi sguardi di chi le guardava vicine era quello d’incredulità. Come potevano andare d’accordo due personcine così diverse come loro? E invece era proprio la loro diversità a farle essere così amiche, così simili perché l’unione fa la forza e loro avevano trovato il giusto equilibrio.

Furono da esempio per moltissime generazioni di patate e di fragole. Anche molto tempo dopo, si continuò a parlare della strana e duratura alleanza tra una patata e una fragola e quando qualcuno voleva fare un esempio di un’amicizia forte e longeva ecco che spuntavano i nomi di Patatina e di Fragolina. Perché la loro amicizia durò per molto, molto tempo.

 

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...